un pensiero da me profondamente condiviso

Le ricerche concettuali,le astrazioni,le estetiche rivoluzionarie ,sono riuscite a liquidare il volto il paesaggio,a mostrarli come orpelli reazionari ormai inutili.Di colpo tutto il rapporto millenario dei pittori con il divino è scomparso,se ne vedono oggi gli effetti disastrosi .Detesto il culto della personalità cui si abbandonano i nostri pittori contemporanei.Bisognerebbe ,invece farsi da parte ogni giorno di più ,trovare una motivazione soltanto nel dipingere,e dimenticare se stessi.Mentre si vedono dovunque esibizioni di sè ,confessioni personali, rivelazioni intime ,autoproclamazione.Non si può dipingere nel frastuono di un mondo facile,adottandone gli stessi ritmi.Bisogna cercare sempre più solitudine e silenzio,essere in comunione con i maestri del passato per reinventare il mondo,senza lasciarsi allettare da false sirene:il denaro, le gallerie,igiochi mondani, eccetera. La vera modernità sta in questa reinvenzione del passato...IL pittore non è nulla nell’avventura della pittura, è solo una mano,uno strumento che comunica,conduce,procede talvolta alla cieca,agendo come un trasmettitore del sogno,di ciò che è ancora ignorato,illeggibile e segreto.....ogni approccio parlato alla pittura mi sembra ridicolo e superfluo....quali parole potrebbero spiegare gli spazi di silenzio,segreti e oscuri,cui cerchiamo tutti di trovare un senso,di riportare qualche traccia?